Milano, 28 lug. (askanews) – C’è chi inaugura tagliando nastri. E chi inaugura aprendo una nuova fase. Il 25 luglio, a Bolzano, Falkensteiner ha fatto entrambe le cose. Con un rooftop che guarda le Dolomiti, una firma architettonica internazionale e una parola – desiderio – che nel turismo suona fuori posto. E invece no: per il Falkensteiner Michaeler Tourism Group (FMTG), quella parola è un piano.
Tutto comincia nel 1957, in Val Pusteria, con una piccola pensione di famiglia. Poche camere, accoglienza casalinga, e un’idea semplice: far stare bene le persone. Da lì, trent’anni fa, la decisione di fare impresa: Falkensteiner e Michaeler, due famiglie, una visione comune. “Siamo caduti, ci siamo rialzati – ha detto Otmar Michaeler, Ceo del Gruppo – ma abbiamo sempre tenuto la barra dritta. Ora vogliamo fare un salto: da marchio affidabile a oggetto del desiderio”.
Una parola grossa, certo. Ma nei fatti, il gruppo oggi è presente in sette Paesi, con 32 hotel, un fatturato di 264 milioni di euro nel 2024, in crescita dell’11% rispetto all’anno precedente, quasi 900.000 pernottamenti e 400 milioni di investimenti in programma. Ma il punto non sono i numeri. Il punto è come ci si arriva: ospitalità integrata, residenze, sviluppo immobiliare, campeggi di alta gamma, una piattaforma di crowdinvesting che ha già superato i 100 milioni raccolti.








