Mi hanno definito il fotografo che ha ritratto quasi tutti i protagonisti del nostro tempo. In realtà le star che vengono nel mio studio spesso sono miei amici. Molti li ho fotografati davvero tante volte, si lavora tranquilli, si pranza insieme, si chiacchiera». Così mi racconta Albert Watson, mentre camminiamo tra decine e decine di sue fotografie monumentali appese alle pareti. Siamo nelle sale del Palazzo delle Esposizioni a Roma, dove le immagini compongono la mostra Roma Codex, aperta al pubblico fino al 3 agosto. Roma è stata per lui come un altro pianeta: strade vuote, marmi luminescenti sotto la luce artificiale, fontane sospese nel tempo. Una città trasfigurata, perché è tra le tre e le cinque del mattino che Albert Watson, per mesi, ha catturato l’anima segreta della Città Eterna. «Le scalinate di Trinità dei Monti erano completamente vuote. Tutto sembrava leggermente surreale. Roma di notte è un luogo che si svela solo se hai la pazienza e la luce giusta per guardarlo», mi dice. Dopo oltre mezzo secolo di carriera, con innumerevoli copertine per Vogue, campagne pubblicitarie per Chanel, Prada, Levi’s e poster di film come Kill Bill e Memorie di una Geisha, Albert Watson ha firmato anche alcune immagini entrate nella storia: Alfred Hitchcock con un’oca sotto braccio, Steve Jobs nel suo iconico dolcevita nero, Kate Moss su un tetto a Marrakech. Eppure, alla soglia dei suoi 83 anni, resta più che mai un grande fotografo e soprattutto un uomo animato da una passione inesauribile per la vita e per tutto ciò che riguarda la creatività. Tanto da essere stato insignito anche dell’Ordine dell’Impero Britannico dalla regina Elisabetta II, un riconoscimento ufficiale che premia il suo straordinario contributo alla fotografia e alla cultura visiva in oltre mezzo secolo di attività.
Roma come non l’avete mai vista: un atlante antropologico firmato Albert Watson
Il più grande fotografo di star e personaggi, rivolge il suo obiettivo alla città. Marmi eterni ed eroi anonimi, facce e monumenti. Tra Sorrentino, Zingaretti, i tifosi della curva e il Colosseo.






