Milano, 28 lug. (askanews) – Con 35 ospiti da tutta Italia per un totale di 27 incontri che hanno registrato oltre 4.000 presenze, si è concluso il Festival della Disperazione di Andria. Iniziata lo scorso 21 giugno, con il tema “Un eterno affanno”, la IX edizione ha riscosso una grande partecipazione di pubblico. Un mese di festival che ha ampliato la sua offerta grazie anche alla collaborazione con il Futuro Anteriore Festival, l’appuntamento andriese dedicato ai giovani – con proposte dedicate alle visioni del domani.

“Se la disperazione è il nostro pretesto – ha detto detto Gigi Brandonisio, direttore artistico del Festival – la città è il nostro vero palcoscenico. In questi giorni Andria ha respirato insieme a noi: Il Seminario Vescovile si è riempito di voci e di sguardi che hanno trasformato un tema difficile, che da nove anni esploriamo, in un’energia condivisa. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una comunità più consapevole, capace di ascoltarsi e di riconoscersi, e un territorio che ha saputo accogliere, generare movimento, far circolare idee e persone. Il Festival della Disperazione non è mai stato un rifugio o un semplice happening, ma un tentativo, a volte riuscito a volte no, di esercizio di lucidità collettiva. La risposta del pubblico, i netta crescita rispetto alle ultime due edizioni, dimostra che la cultura, quando è sincera e ostinata, produce effetti economia locale, accende curiosità, restituisce fiducia nelle possibilità del qui e ora. La crescita che abbiamo visto non è solo numerica: è maturità civica, è desiderio di partecipare, è volontà di prendersi cura dei luoghi che abitiamo”.