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L'invasione russa dell'Ucraina sta modificando le scelte militari di molti Paesi europei. Svezia e Finlandia, dopo anni di neutralità, hanno deciso di entrare nella Nato. E adesso, per ragioni simili - la necessità di eserciti più numerosi e più pronti a minacce improvvise - la Danimarca segue le orme di Svezia e Norvegia per ciò che riguarda la leva obbligatoria per le donne. Meglio tenersi pronti alle sfide del futuro, per le quali potrebbero servire anche riservisti pronti a combattere. Questione di sicurezza insomma, ancora più che di parità
Parità anche in divisa. Parità anche in guerra. Non più solo negli uffici, nei consigli di amministrazione, ai vertici della politica. Le donne mettono l'elmetto e non sempre per libera scelta. Dal primo luglio, in Danimarca, la leva militare è diventata obbligatoria anche per i cittadini di sesso femminile dopo i 18 anni e il servizio è stato esteso dai precedenti 4 mesi agli attuali 11 per entrambi i sessi. Se in Germania e in altri Paesi si dibatte sulla reintroduzione dell'obbligo di leva per gli uomini, Copenaghen si allinea agli altri due Stati europei dove non esiste differenza di genere fra i soldati. Tutti uguali, anche quando è l'ora di imbracciare le armi.






