Consultazione chiusa. Anche in Italia scomparirà il documento di quotazione che spiegava le caratteristiche degli Etf agli investitori assieme al prospetto e al Kid (le informazioni chiave). La modifica del regolamento emittenti è stata decisa dalla Consob che ha aperto e chiuso dopo due settimane il confronto con il mercato. Obiettivo dell’authority? L’abolizione del documento di quotazione degli Etf, si legge nella comunicazione Consob relativa alla consultazione, «rende neutrale, da un punto di vista regolatorio, la quotazione nel mercato italiano rispetto alla quotazione in altri mercati europei, salvaguardando in tal modo la competitività della piazza nazionale».

Stop agli alibi

Neutralità delle regole. Nessuno potrà dire a questo punto che in Italia c’è più burocrazia rispetto a Francia o Paesi Bassi. I due Stati non sono indicati a caso ma ospitano gli altri due mercati di Etf del circuito Euronext. In marzo erano scoppiate polemiche su un presunto svuotamento di Piazza Affari a favore degli altri due listini. Milano, però, con 106 miliardi di euro di controvalore degli scambi è ben più grande di Parigi (42,5) e Amsterdam (32,1).

La politica in quell’occasione si mise di traverso, soprattutto Forza Italia. Ora tutto è rientrato. Le tre piazze sono infatti tutte sullo stesso piano: ci sarà un unico libro ordini e si potrà comprare un Etf su uno dei tre mercati in maniera indifferente. Stesse regole. Non solo. Fra le righe del documento di accompagnamento della consultazione, si capisce pure che la Consob ridurrà gli oneri di vigilanza: meno istruttorie da vagliare, meno costi e anche meno tempo di attesa per gli emittenti che intendono quotare i propri prodotti a Milano.