<p>L'Italia recepisce un'altra sezione del pacchetto del Listing Act europeo (Direttiva Ue 2024/2810 e Regolamento Ue 2024/2809), quella relativa alle modalità di voto delle quotate.</p><p>Il provvedimento, approvato ieri dal consiglio dei ministri, consente «alle società che intendono quotarsi su un sistema multilaterale di negoziazione - compresi i mercati di crescita per le piccole e medie imprese (come l'Euronext Growth Milan, Egm, di Piazza Affari ndr) - di mantenere strutture azionarie a voto plurimo, nel rispetto di adeguate garanzie di trasparenza e di tutela degli azionisti che non ne sono titolari», si legge nel comunicato di Palazzo Chigi. </p><p>Le azioni a voto plurimo sono una categoria speciale di azioni che, in deroga al classico principio «un'azione, un voto» attribuiscono al titolare un numero di voti superiore a uno (fino a un massimo di 10 in Italia, secondo la riforma del Testo Unico della Finanza) per azione posseduta.

Per le aziende, in particolare quelle familiari o le startup, l'avvicinamento a una ipo (Offerta Pubblica Iniziale) comporta il timore di perdere il controllo della gestione aziendale a causa dell'ingresso di nuovi soci.

Le azioni a voto plurimo rassicurano gli imprenditori sulla possibilità di mantenere intatto il potere decisionale e di tutelarsi da eventuali investitori speculativi o scalate ostili.</p><p>Il consiglio dei ministri di ieri ha dato il via libera anche all'attuazione di un altro regolamento europeo, quello che regola l'istituzione del Punto di Accesso Unico europeo.