La vacanza degli intellettuali - Pasolini, Moravia e il circolo di Sabaudia (Utet, pag. 177, euro 19.00) di Paolo Massari è un veloce ma compiuto affresco di quella che è stata non solo una città – spiaggia, ma un luogo dell'anima per tanti intellettuali del Novecento italiano. Dune, sabbia, mare e cielo: questa era Sabaudia dopo la bonifica. Prima c'era la malaria e poi ci sarebbe stata una terra, una landa che il Duce fece bonificare autorizzando perfino la realizzazione di una torre civica molto più alta di quella di Littoria. Sabaudia fu una città che nacque da una visione e poi si fece pietra e carne, senza passare dal via.

Lo sapeva bene Alberto Moravia il quale ci veniva con Dacia Maraini e che con Pier Paolo Pasolini ci aveva comprato una villa comune, una casa per tre che divenne famosa per la finestra da cui il mare sembrava irrompere nelle vite dei suoi occupanti. Di lui, dell’autore degli Indifferenti, a Sabaudia c’è un ritratto nella Vita di Moravia del 2018 scritta e respirata da Alain Elkann.

Moravia e Dacia Maraini, a Sabaudia, soprattutto ad agosto, vivevano come se fossero su un altro pianeta. Al mattino lui si svegliava presto e guardava il mare – dal secondo piano – dove scriveva. Verso le undici, con calma, si muoveva per andare in città. Andava dal pescivendolo, all’edicola, al bar a sorbire un gelato ma le incursioni in pescheria erano quelle che lo appassionavano maggiormente: qualcuno racconta pure della sua taccagneria e il fatto che contrattasse il prezzo del pesce fresco e poi magari ritornasse a casa con due merluzzetti sostenendo di prestare attenzione al proprio corpo.