La barca Handala, 37ma missione in 18 anni della Freedom Flotilla, si è avvicinata alle acque di Gaza facendo scattare in serata il blocco della sicurezza marittima israeliano.

Le immagini in diretta hanno mostrato i soldati salire a bordo, che hanno iniziato a identificare i presenti. "L'Idf impone il blocco della sicurezza marittima sulla Striscia di Gaza ed è preparata ad affrontare una serie di scenari", ha affermato l'esercito.

A bordo i 21 attivisti di 10 nazionalità dell'ong pro-palestinese, tra i quali due italiani, hanno aspettato l'inesorabile trappola dell'intercettazione e dell'arresto da parte dell'Idf, nella quale si infilano volontariamente e da soli, facendo - qui il j'accuse dell'Ong - quello che "dovrebbe fare la comunità internazionale".

I 21 attivisti hanno annunciato che, dopo l'arresto, faranno collettivamente uno sciopero della fame, non solo per protestare contro Israele e il "genocidio" di Gaza, ma diretto "ai governi del mondo che hanno mancato di difendere il diritto internazionale", che "hanno abbandonato i palestinesi" e "deluso l'umanità", chiedendo che siano "dichiarato responsabili", come recita un drammatico post dello stesso equipaggio della Handala pubblicato su X. L'Handala chiede ai governi dei 10 paesi di provenienza "protezione e un salvacondotto per i loro cittadini a bordo", che "stanno facendo ciò che dovrebbero fare i governi", cioè: portare aiuti umanitari a "rompere l'assedio illegale di Israele su Gaza".