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27 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 7:07

Senza storia, avaro di particolari sussulti. Il quarto Tour de France di Tadej Pogacar è stato un dominio dall’inizio alla fine, privo del minimo tentennamento nell’arco di 21 giorni. Nemmeno quando lo sloveno ha perso un po’ di brillantezza nella terza settimana. In questo Tour ci sono stati solo due momenti degni di nota: la battaglia con Jonas Vingegaard sul Mont Ventoux e la tappa stravinta da Pogacar su Hautacam. Stop. Un pò insolito per chi è abituato a far scattare lo show ogni qual volta la strada comincia a salire. È stato insomma un Pogacar diverso. Spaccata la corsa tra Hautacam e la cronoscalata di Peyragudes, ha poi controllato agevolmente. Più calcoli e meno istinto. Ha lasciato sfogare i tentativi di Vingegaard senza mai concedere un metro al rivale. Non era il momento di conquistare vette prestigiose ed iconiche, ma solo quello di portare a casa il risultato, cancellando allo stesso tempo due ricordi che ancora aleggiavano sulle spalle dello sloveno: Haucatam e Col de la Loze. Sul primo perse il Tour 2022; sul secondo diede l’addio alla Grande Boucle 2023 con la celebre “I’m gone, i’m dead” pronunciato in radio. Entrambi stavolta sono stati domati.