Ma cosa saranno mai gli «occhi spaccanti»? Occhi che ti spaccano il cuore, il sonno, o peggio una famiglia? Occhi potenti come quelli di Don Matteo che ti inchiodano alla colpa prima ancora del perdono? Occhi che ti inducono a dire: «Non è come sembra». E invece sembra proprio.

Tutta Italia si interroga sul presunto vocale che il padre di famiglia Raoul Bova avrebbe inviato a una modella di 23 anni e divulgato da Fabrizio Corona su Youtube nel suo «Falsissimo». Il vocale è «spaccante», qualsiasi cosa significhi, perché Raoul Bova è l’uomo a cui era riuscito un miracolo raro, quasi cinematografico: tenere insieme due nature opposte e perfettamente italiane. Da un lato, il bravo ragazzo, divo delle fiction perbene e perbeniste, quello che ha preso il posto di Terence Hill nella tonaca di Don Matteo; dall’altro, il sex symbol che aveva fatto impazzire Madonna, che lo scelse come epitome del maschio latino per starle accanto in uno spot, col suo sguardo «spaccante» buono per vendere desideri.