Non solo un gossip estivo a base di “occhi spaccanti” e tradimenti presunti, ma un vero e proprio caso giudiziario con le ipotesi di reato di tentata estorsione, ricettazione e violazione della privacy. La vicenda delle chat e degli audio privati tra Raoul Bova e la modella 23enne Martina Ceretti, resi pubblici il 21 luglio da Fabrizio Corona, è approdata sul tavolo della Procura di Roma che ha aperto un’inchiesta. Al centro dell’indagine c’è Federico Monzino, 29enne imprenditore milanese, erede della famiglia che ha fondato il colosso Standa e oggi attiva nella nautica con il marchio Cranchi Yachts. Monzino, figura conosciuta negli ambienti vip milanesi e appassionato di auto sportive e cavalli, è persona informata dei fatti, non formalmente indagata. Secondo le prime ipotesi investigative, sarebbe stato proprio Monzino a girare a Fabrizio Corona gli audio privati tra Bova e Martina Ceretti, modella romana e influencer da 100mila follower, milanese d’adozione. Quelle conversazioni, diffuse il 21 luglio nel podcast Falsissimo, riguarderebbero una relazione ormai conclusa tra l’attore e la giovane.
Come si è arrivati all’inchiesta
Tutto è iniziato con una serie di messaggi anonimi, almeno una decina dice il Corriere, ricevuti da Bova da un’utenza intestata a un presunto prestanome straniero. Nei messaggi, pubblicati dal Corriere della Sera, il mittente faceva riferimento agli audio privati: “Non è il caso che venga fuori uno scandalo sui giornali, no? Per il tuo matrimonio, per la tua immagine, per il tuo presente e futuro lavoro. Altro che don Matteo… ho dei contenuti fra te e Martina cerretti (con la minuscola e due erre, ndr) che ti farebbero molto male. Capisci tutto questo che diventa di dominio pubblico”.











