«Questa è una notizia rivoluzionaria in un mondo dove il vino è cultura». Il wine maker siciliano Alessio Planeta scopre la notizia da un messaggio sul cellulare che squilla sul palcoscenico di Sciaranuova Festival, il teatro in vigna sulle pendici dell'Etna (si conclude il 2-3 agosto). Ci sono le prove generali, e mentre il dibattito si anima, si vendono già le prime bottiglie ai viaggiatori. Ecco la rivoluzione attesa da oltre vent'anni: finalmente si possono ri-portare in aereo i liquidi in bagaglio a mano sopra i 100 ml, bottiglie di vino comprese. Unico limite, massimo due litri per contenitore: e vabbè, rinunceremo alla doppia magnum o al jeroboam, ma accontentiamoci.Tra gli aeroporti già dotati dei nuovi sistemi in grado di controllare la sicurezza dei liquidi – e che da oggi ai prossimi giorni si adegueranno alle nuove regole – ci sono Milano Malpensa e Linate, Roma Fiumicino, Bergamo (da novembre), Bologna, Torino. E ovviamente rispettando i limiti di peso.

Ma c'è da scommettere che la notizia potrà dare un input notevole alla diffusione degli scanner di ultima generazione anche in altri scali italiani: sono gli stessi sistemi che consentono anche il trasporto di acqua in bottiglia, succhi, marmellate e dei laptop senza doverli estrarre dal bagaglio stesso. E allora, «can we buy a case of mixed bottles of wine, Mr. Alessio? (possiamo comprare una cassa di bottiglie miste di vino?, ndr)» chiedono un po' sorpresi due turisti belgi che domenica 27 luglio lasceranno le pendici etnee per risalire la penisola, con tappa finale sul lago di Como prima del volo per Bruxelles. Of course, sì, certo «e in effetti questa è la prima buona notizia nel mondo del vino dopo tante cattive notizie» aggiunge al telefono da Montefalco (Perugia) Marco Caprai (è il classico passaparola: Planeta lo chiama al telefono e gli dà la notizia). «Il vino è un asset fondamentale dell'esperienza di viaggio in Italia: le nuove regole consentiranno ai wine-lover di portarsi a casa un pezzo di Italia. Anche per la nostra cantina umbra, pur al di fuori della tradizionali rotte, il divieto adottato dal dopo-Torri Gemelle ha gravato per un 20-30% in meno rispetto alle bottiglie acquistate in loco».