L’appuntamento è per domenica 27 luglio all’ingresso della sede della ong genovese. Il presidente Rebora: “Venite numerosi, insieme possiamo dare un segnale importante”
Genova - “Faremo un rumore assordante, quanto quello delle bombe, della guerra. Un rumore che possa scuotere il silenzio, altrettanto assordante, delle istituzioni - non solo italiane - dinanzi alla devastazione in corso a Gaza. Un silenzio che non possiamo più tollerare. Stiamo dimenticando di avere un cuore, un’anima. Manifestare il proprio dissenso è importante: vi aspettiamo numerosi”: è un appello accorato quello che Stefano Rebora, fondatore e anima di Music For Peace, rivolge, attraverso Il Secolo XIX a tutti, genovesi e non, invitandoli a partecipare a "Ultimo Grido per Gaza".
L’organizzazione umanitaria genovese, da anni impegnata a portare sostegno nelle zone colpite dai conflitti in tutto il mondo, aderisce alla manifestazione nazionale lanciata da diversi attivisti per esprimere "dissenso, dolore e rifiuto alla deumanizzazione nelle ore in cui migliaia di persone, nella Striscia di Gaza, stanno morendo di fame in conseguenza degli attacchi di Israele".
L'appuntamento genovese con "Ultimo Grido per Gaza" a Genova è per domenica 27 luglio alle 21 dinanzi all'ingresso di Music for Peace in via Balleydier 60: “Invitiamo tutti a portare un fischietto, delle pentole, qualsiasi cosa che faccia rumore. Confidiamo anche nell’adesione delle ambulanze e delle navi presenti in porto, prosegue il presidente di Music For Peace sottolineando come qualsiasi forma di manifestazione possa davvero rappresentare un segnale importante: “I governi sono l’espressione dei cittadini e devono essere ascoltati. Credo profondamente che ognuno di noi debba impegnarsi attivamente per costruire un mondo diverso. Tutti insieme possiamo essere una grande forza, motore del cambiamento per un mondo diverso”.







