Olio “lampante”, non adatto al consumo alimentare, mischiato a quello di semi e spacciato per extra vergine d’oliva. Poi venduto e servito nelle mense scolastiche ai bambini e nei refettori ad anziani. Una truffa avvenuta in Puglia, con l’olio fornito da una ditta calabrese: un’indagine condotta dalla Finanza di Gallipoli che ha portato a smascherare l’insidiosa frode alimentare. L’impianto di imbottigliamento - di oltre 6 mila litri di olio – veniva dichiarato dal produttore calabrese “extravergine” di oliva, ma in realtà dalle analisi è risultato in parte olio di semi di girasole e in parte olio “lampante”, quindi non idoneo al consumo umano. La società pugliese che lo acquistava, finita nel mirino della Finanza di Gallipoli, gestiva la fornitura dei servizi di refezione per alunni della scuola dell’infanzia e primaria e anziani. Gli accertamenti delle fiamme gialle hanno consentito così di svelare un “sistema” di frode nell’esercizio del commercio e delle pubbliche forniture.

Olio venduto a prezzo stracciato

L’olio, come emerso dalle indagini della Finanza, veniva venduto a 2,50 al litro, un prezzo bassissimo, ultra concorrenziale, che garantiva la vittoria della gara di appalto. L’olio arrivava nelle mense di anziani e di alunni in 38 Comuni nel Leccese. E secondo la Finanza, la ditta pugliese era al corrente del tranello. Nelle prime ore della mattina di sabato 26 luglio le fiamme gialle hanno avvisato tutti i Comuni della truffa per permettere ai gestore di tutelarsi.