Un’altra assoluzione «perché il fatto non costituisce reato» per gli attivisti di Ultima Generazione che, il 30 luglio 2022, si erano incollati alla base dell’opera “Forme uniche nella continuità dello spazio” di Umberto Boccioni, nel Museo del Novecento a Milano. «E stata emessa una sentenza molto importante, siamo stati nuovamente assolti tutti e cinque per il danneggiamento che non c’era al basamento di plastica dell’opera di Boccioni- ha affermato uno degli attivisti, Simone, 22 anni - Ci eravamo incollati lì senza creare nessun danno, e il giudice ha confermato che questa cosa non comporta alcun reato. Abbiamo potuto spiegare le nostre motivazioni, del perché abbiamo fatto l’azione, e del perché ci spaventa la crisi climatica, che ci spaventava nel 2022 e continua a farlo anche oggi, con un’umanità che come l’installazione di Boccioni, continua a correre senza senso verso un progresso che non c’è».
Ultima Generazione che da anni porta avanti campagne di disobbedienza civile nonviolenta, compiendo azioni eclatanti - imbratta opere d’arte e blocca strade come il Grande Raccordo Anulare di Roma e le vie del centro di Milano- per spingere il governo a un intervenire contro il riscaldamento globale, sostengono gli attivisti, che accusano l’esecutivo di immobilismo climatico e la finanza di sostenere l’industria fossile. Rivolgendosi direttamente alle istituzioni hanno colorato con vernice lavabile i muri del Senato a Roma e la sede del ministero dell’Economia a Firenze, e ricoperto di pittura il Dito di Cattelan in piazza Affari a Milano.






