I tatuaggi, la fama da duro e un ruolo di primo piano nel traffico di droga dalla Spagna all’Italia. È un nome di spicco della criminalità di Ostia, l’uomo che giovedì, poco prima dell’alba, ha esploso due colpi d’arma da fuoco contro il buttafuori della discoteca Fiesta, all’Eur. Gli investigatori della squadra mobile hanno già individuato l’uomo, che nel frattempo ha fatto perdere le proprie tracce.

La notte dell’agguato era stato allontanato dal locale per aver discusso con un altro cliente nel privé. Poi si è vendicato con gli addetti alla sicurezza, lamentando una presunta mancanza di rispetto: "Ma voi lo sapete chi sono? Io sono di Ostia, se non mi fai rientrare torno e ti sparo”. Subito dopo aver premuto il grilletto della sua pistola, il bandito è fuggito a piedi, salendo poi su un’auto in corsa. Il suo complice, che guidava la macchina della fuga, è stato fermato poco dopo la sparatoria ed è ora accusato di concorso in tentato omicidio. Mentre il trentenne che ha sparato, al momento, non si trova.

Arresti e indagini. Lo spessore criminale dell’uomo è noto, così come i legami con le organizzazioni criminali più strutturate. Anche se dietro la lite all’interno del Fiesta non ci sarebbero affari criminali: niente droga o soldi. Semplicemente una quantità di alcol che lo ha reso molesto, tanto da costringere i gestori della discoteca ad allontanarlo. Da qui è partita la vendetta armata contro il bodyguard, rimasto ferito alla spalla.