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L’ex leader dei Laburisti britannici Jeremy Corbyn ha infine annunciato che fonderà un nuovo partito di sinistra. Di questa possibilità si parlava da mesi, ma nelle ultime settimane c’è stata un’accelerazione, dovuta anche alla pubblicazione di alcuni primi sondaggi incoraggianti. Il fatto che un pezzo della sinistra esterna ai Laburisti si sia organizzato attorno a una figura ancora carismatica come Corbyn pone un problema al loro primo ministro e attuale leader, Keir Starmer.
Corbyn minaccia di sottrargli consensi in una fase di significative difficoltà politiche e in cui il tradizionale bipartitismo britannico si sta sfilacciando verso una situazione in cui le distanze tra i partiti sono meno nette.
Il nuovo partito non ha ancora un nome, verrà deciso a un congresso in autunno. Ha un sito Internet che si chiama Your Party (“il tuo partito”) a cui secondo Corbyn giovedì si sono iscritte 80mila persone: non sono tesserati, perché dev’essere ancora fondato, ma è comunque un numero considerevole, superiore per esempio ai membri dei Libdem, storicamente il terzo partito britannico.
Il partito si colloca a sinistra di quello Laburista e punta a intercettare l’elettorato deluso dalle posizioni più centriste di Starmer, che nel 2020 prese il posto di Corbyn come leader dei Laburisti. Corbyn ha ancora consensi tra la base del suo vecchio partito: era stato espulso l’anno scorso, quando aveva deciso di candidarsi lo stesso da indipendente alla Camera dei Comuni, nonostante la dirigenza dei Laburisti glielo avesse vietato. Era poi stato eletto. In precedenza era stato sospeso e poi riammesso nel contesto dell’inchiesta sull’antisemitismo all’interno del partito durante la sua leadership.














