Roma, 25 lug. (askanews) – Berlinguer torna a Firenze. A oltre 40 anni dalla scomparsa del leader politico e esattamente a 50 dall’ultimo comizio al parco delle Cascine che raccolse 4 cortei di un milione di persone, il capoluogo toscano ospiterà la mostra “I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer” dedicata alla vita, alla carriera, alla fortuna politica e anche al lascito morale di uno dei protagonisti della storia politica del Novecento, segretario del Partito Comunista Italiano dal 1972 al 1984, e prima ancora militante e dirigente del suo partito, leader di rara caratura morale, radicato nel Paese reale e stimato dai suoi oppositori.
L’esposizione sarà visibile al Mandela Forum dal 3 settembre al 5 ottobre prossimi e approfondirà in particolare l’impegno per la pace di Berlinguer.
La mostra, ideata e organizzata dall’Associazione Enrico Berlinguer per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale della sinistra italiana, con la collaborazione della Fondazione Gramsci, è stata precedentemente allestita a Roma, Bologna, Sassari e Cagliari.
Gli organizzatori fiorentini ovvero l’Associazione Nelson Mandela Forum e il Comitato di indirizzo politico ripropongono la mostra riadattandola alle caratteristiche dello spazio del Mandela Forum, in una versione ampliata nei suoi apparati allestitivi e documentali e integrata con una nuova sezione dedicata al rapporto tra il leader del PCI e la Toscana, terra dove è nato il comunismo italiano: non a caso i promotori hanno voluto che fra gli oggetti in mostra ci fosse anche la prima bandiera del PCI, che per l’occasione lascia la città di Livorno dove nacque il partito di Gramsci per trovare collocazione temporanea al Nelson Mandela Forum. Tra le peculiarità dell’allestimento, anche una ‘zona comizio’ con una vecchia Fiat Cinquecento e alcune ‘campane’ dove posizionarsi per ascoltare la viva voce di Berlinguer che declama alcuni dei discorsi più famosi. Accanto alla mostra un calendario di iniziative quotidiane tra incontri, dibattiti, presentazioni di libri, con vecchi esponenti del Pci insieme a politici delle nuove generazioni.








