Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Il “Behavior Change Report” di YouGov che ha coinvolto oltre 15.000 acquirenti in 21 Paesi europei dimostra che i consumatori non sono solo più consapevoli, ma si comportano come attivisti silenziosi

Uno spettro si aggira per l’Europa: quello del boicottaggio. Ma a differenza del passato, non è più un gesto sporadico o ideologico: è diventato uno strumento di pressione sociale, politica e persino diplomatica. A confermarlo è il nuovo Behavior Change Report di YouGov, uno studio semestrale che ha coinvolto oltre 15.000 acquirenti in 21 paesi europei. La fotografia che emerge è che i consumatori non sono solo più consapevoli, ma sempre più spesso si comportano come “attivisti silenziosi”. Usando la spesa quotidiana per affermare identità, orientamenti e giudizi geopolitici.

Il dato forse più sorprendente riguarda l’Italia: il 64% degli italiani ritiene che le proprie scelte di consumo abbiano un impatto sulla società, ben oltre la media europea del 44%. In un periodo segnato da instabilità politica globale e tensioni economiche, gli italiani si distinguono per un atteggiamento attivo ma costruttivo. Invece di boicottare, preferiscono sostenere: il 50% sceglie prodotti locali, il 46% preferisce marchi nazionali, e il 47% dichiara che nei prossimi sei mesi rafforzerà ulteriormente il proprio sostegno ai produttori locali. Un atteggiamento che ha radici culturali profonde, rafforzato da una diffusa appartenenza territoriale, soprattutto al Sud, dove il 33% degli intervistati si identifica prima di tutto con la propria regione.