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Ultimo aggiornamento: 11:55 del 24 Luglio
Nuovo tonfo per il mercato auto europeo (UE+EFTA+UK): a giugno sono state immatricolate 1.243.732 autovetture, il 5,1% in meno rispetto al giugno 2024. Tra i cinque maggiori mercati continentali solo quelli di Spagna e Regno Unito sono in crescita (+15,2% e +6,7%), mentre la Francia perde il 6,7%, la Germania il 13,8% e l’Italia addirittura il 17,4%.
Numeri che diventano impietosi se confrontati con quelli ante-pandemia e guerre (2019), rispetto a cui il calo tocca il 19,1%. Oltretutto, i volumi ante-crisi sono stati già raggiunti e superati nel resto del mondo che non fa parte dell’Unione Europea. “Alla base del declino ci sono i prezzi persistentemente elevati, le tensioni geopolitiche ed economiche con i partner commerciali europei e la realtà del mercato post-pandemico”, spiega l’analista Felipe Munoz, sottolineando come l’Europa abbia “perso l’equivalente di oltre 2,5 milioni di vendite annuali dal 2019”.
“Questa situazione è dovuta in larga misura alla politica dell’UE per imporre la transizione energetica, o meglio l’auto elettrica, vietando a partire dal 2035 la possibilità di immatricolare auto a combustione interna, innescando una crisi profonda dell’industria dell’auto europea che oggi rischia di soccombere per la concorrenza delle auto cinesi e per gli oneri imposti dall’Unione per produrre e lanciare auto elettriche in larga misura non gradite dal pubblico”, spiega il Centro Studi Promotor.









