Una passeggiata in alta quota, con sosta in malga: l’estate è la stagione ideale per scoprire la montagna e i suoi prodotti tipici. Ma con le dovute cautele anche dal punto di vista alimentare: è fondamentale essere informati sui possibili rischi, soprattutto quelli che corrono le categorie più fragili, tra cui i bambini. È di quest’anno la sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato il risarcimento per i genitori di un ragazzo di 12 anni in stato vegetativo dopo che, nel 2017, quando di anni ne aveva 4, ha mangiato un formaggio a latte crudo contaminato. In Francia, l'etichettatura è obbligatoria e deve indicare lait cru quando il latte non è stato pastorizzato. In Italia, il ministero della Salute ha da poco pubblicato un documento per gli addetti ai lavori, «Linee guida per il controllo di STEC nel latte non pastorizzato e nei prodotti derivati». Abbiamo chiesto a un esperto di aiutarci a comprenderle e di fare chiarezza.
Latte crudo e formaggi derivati, l'esperto dell'Istituto superiore di sanità: «Il loro consumo è sconsigliato per i bambini»
Insieme ad anziani, donne incinte e persone immunodepresse sono le categorie ritenute a rischio: la contaminazione da Escherichia coli può causare dalla diarrea alla Sindrome emolitico uremica, la manifestazione più grave. Ecco le nuove Linee guida dell'Iss per la sicurezza








