«Ho avuto la notizia del ricorso della procura mentre ero in viaggio da Palermo a Milano, me l’ha riferita Giulia Bongiorno che ringrazio sempre sia per la straordinaria vicinanza umana che per la nota professionalità». Così Matteo Salvini ci racconta il momento in cui ha appreso che il lungo calvario giudiziario del caso Open Arms non era ancora finito. Il leader della Lega pensava che il processo concluso con un’assoluzione piena in primo grado appartenesse ormai alla categoria dei ricordi. Eppure ieri, con il ricorso della procura di Palermo in Cassazione, quella ferita si è riaperta. Il vicepremier svela che i suoi avvocati si aspettavano questa mossa dei pm. Eppure lui è rimasto esterrefatto: «Onestamente la prima reazione è stata un mix di stupore e rabbia. Ma come, dopo quattro anni di processo e decine di testimonianze che hanno portato all’assoluzione, si rischia di ricominciare tutto da capo?». I messaggi di vicinanza arrivati dagli alleati politici sono stati particolarmente graditi. «Mi ha fatto piacere la solidarietà, a partire da quella di Giorgia».