Il ritiro trumpiano dall’Unesco è l’ultima (per ora) puntata di un serial cominciato quarantun anni fa, quando Ronald Reagan (seguito da Margaret Thatcher che fece lo stesso con il Regno Unito) tolse gli Stati Uniti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per la scienza, l’educazione e la cultura. Allora era più che altro una questione di Guerra Fredda (c’era una sezione dell’Unesco dedicata ai media di Stato fortemente voluta dall’Urss e dai «non allineati», che venne poi disattivata), e obiezioni angloamericane agli altissimi costi amministrativi dell’organizzazione e alla scarsa trasparenza fecero il resto. Anche perché, allora, Washington e Londra insieme versavano più di un quarto del budget totale Unesco.
Usa e Unesco, un balletto che dura da 40 anni
Il primo a ritirare gli Usa fu Reagan, lìultimo a rientrare Biden: ora la decisione del nuovo ritiro dall’Unesco con decorrenza dal 31 dicembre 2026, in attesa di vedere chi occuperà lo studio ovale nel 2027






