Da un lato M5s che ha preso tempo e sta vagliando attentamente le carte dell'inchiesta marchigiana, dall'altro l'ex sindaco di Pesaro che rimanda al mittente le accuse e riprende la sua attività di campagna elettorale.

Nel mezzo, o quasi, un Pd sempre più chiamato a un complicato equilibrismo per evitare che un mosaico, quello delle Regionali, che sembrava avviato verso una risoluzione positiva, non crolli invece per un effetto domino.

Se a Roma e in particolare in zona Campo Marzio la posizione sulla vicenda resta, al momento, sostanzialmente congelata, sul territorio Ricci ha ripreso con decisione la campagna elettorale. Dopo la partecipazione all'evento del Progetto civico Italia di Alessandro Onorato si prepara, infatti, per la serata - già annunciata 'sold out' - 'Mille a cena con Matteo', un bagno di folla nel quale incontrerà a Pesaro 1.300 sostenitori.

E un segnale che, dopo una riflessione, ci sia da parte sua la volontà di ripartire con decisione arriva anche dalle sue parole in un'intervista a La7. "I cinquestelle - evidenzia Ricci - hanno giustamente chiesto di vedere le carte, cosa che ho fatto. Ho spiegato le mie ragioni. Non credo di dover prendere lezioni di onestà da parte di nessuno, su questi temi abbiamo gli stessi valori. In quindici anni di attività politica non ho mai avuto problemi". Parole che fonti di Campo Marzio, interpellate a domanda specifica, non qualificano, comunque, come un attacco. I 5 stelle continuano a riflettere sulla questione e mantengono per ora in stand by le iniziative sul territorio. Non c'è una dead line per sciogliere la questione ma non è detto che si debba arrivare al 30 luglio quando è previsto l'interrogatorio di garanzia per Ricci.