Il pasticciaccio brutto accaduto al Dicastero vaticano per la cultura e l’educazione, di cui è attualmente sotto segretario il gesuita padre Antonio Spadaro, contraddice sia la cultura che l’educazione. Ieri, sul quotidiano La Stampa, il religioso firmava in prima pagina un’intervista a Papa Leone XIV, titolata “Io, le guerre e la Chiesa”, che sarebbe stata uno scoop mondiale. Se fosse stata autentica e se le parole del Pontefice le avesse raccolte lui. Invece, non era nulla di più che una minestra riscaldata. Come ha doverosamente e precipitosamente precisato un comunicato delle Edizioni Dehoniane di Bologna, si trattava in realtà della «trascrizione di una conversazione spontanea tenuta dal Cardinale Prevost il 7 agosto 2024 presso la parrocchia agostiniana di St. Jude a New Lenox, Illinois», negli Stati Uniti. Quindi, non è vero nemmeno, come continua a sostenere La Stampa sul suo sito web, che si tratta di un’intervista. Quel che sono riusciti a togliere, nella versione online, è soltanto l’attribuzione del colloquio al curatore del libro, che ha distorto un discorso dell’ex vescovo agostiniano di Chiclayo sul suo confronto con il Santo Padre, fino a trasformarlo arbitrariamente in una dichiarazione di infallibile magistero pontificio. Deformata reformare, reformata conformare, conformata confirmare, confirmata transformare, era una regola di Papa Francesco che condensava così il senso degli Esercizi spirituali di sant’Ignazio di Loyola. Non era da ritenersi il via libera all’adattamento della realtà ai desideri, però. Semmai il contrario.