Le tenebre erano la grande scena sullo sfondo, delle quali Ozzy Osbourne era considerato principe incontrastato. Il metallo pesante la colonna sonora della sua vita. L’eccentricità, però, è stata la vera cornice nella quale, tra realtà e mito, tra vero e verosimile, l’ex leader dei Black Sabath è stato realmente il sovrano incontrastato. L’aneddotica che lo riguarda va addirittura oltre la sua stessa memoria ed arriva fino ai suoi ultimi istanti di vita. Riferisce infatti il Daily Mail dei disperati tentativi dei medici, durati oltre due ore prima della resa all’evidenza della morte dell’artista inevitabilmente sopraggiunta. Nei suoi 76 anni di vita Ozzy è stato re di stravizzi che in nulla hanno scalfito l’aura del profeta rock. Anzi, semmai, al contrario, hanno contribuito ad accrescerla, fino al concerto d’addio, andato in scena appena due settimane fa nella natìa Birmingham.
Il campionario delle stranezze realizzate da Ozzy, precedono addirittura l’inizio della sua carriera artistica. La prima, infatti, riguarda la sua adolescenza quando, tra un lavoretto e l’altro, raccapezzati qua e là, non perse l’occasione di visitare le patrie galere inglesi in seguito a un tentativo di furto di un televisore finito male. In cella, onorando la tradizione dei galeotti, si tatuò da solo, con ago e grafite, il suo soprannome Ozzy, lanciando in tempi lontanissimi, la moda che tutti oggi conosciamo e pratichiamo anche senza provare l’ebbrezza del carcere. Sempre da adolescente, tra i primi impegni lavorativi, quello più cruento che toccò ad Ozzy fu l’occupazione presso il mattatoio della sua città dove aveva il truce ruolo di sparare il colpo di pistola fatale alle mucche destinate alla macellazione.










