Roma, 24 lug. (askanews) – Gli scontri con colpi di artiglieria lungo il confine tra la Cambogia e la Thailandia rappresentano una nuova escalation di tensioni mai sopite, incentrate su una disputa di confine e intrecciate a motivi di ordine interno ai due Paesi.

La controversia di confine tra Thailandia e Cambogia affonda le sue radici nella delimitazione di epoca coloniale della frontiera, ai tempi dell’Indocina cinese. Il confine, lungo oltre 800 chilometri, resta in larga parte mal delimitato, soprattutto nelle zone montuose e di foreste che separano le province thailandesi di Surin e Sisaket da quelle cambogiane di Oddar Meanchey e Preah Vihear.

Al centro della controversia vi sono diversi templi di epoca khmer, tra cui il celebre Preah Vihear (che è inserito nella lista dei siti patrimonio Unesco) e il meno noto ma importante Prasat Ta Muen Thom: entrambi si trovano su aree rivendicate sia da Cambogia che da Thailandia. Nonostante la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia del 1962, che assegnò il tempio di Preah Vihear alla Cambogia, le aree circostanti restano oggetto di forti rivendicazioni territoriali e scontri a fuoco ricorrenti, culminati tra il 2008 e il 2011 con almeno 28 morti e migliaia di sfollati.