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Dalla fine di maggio si è riaccesa una disputa territoriale tra Cambogia e Thailandia che esiste da decenni, ma che da tempo non aveva ripercussioni tanto evidenti: ci sono stati scontri a fuoco fra i militari di entrambi gli eserciti, i due governi hanno attuato una serie di ritorsioni e dal caso è nata anche una crisi politica interna che sta mettendo in grande difficoltà il governo thailandese. C’entra anche la Corte internazionale di giustizia, il principale tribunale delle Nazioni Unite: la Cambogia l’ha interpellata per chiedere di stabilire l’appartenenza territoriale di quattro aree contese. La Thailandia non è d’accordo nemmeno sull’interpellare la Corte. Andiamo con ordine.

La Cambogia e la Thailandia condividono un confine di circa 820 chilometri, che in alcune zone è conteso. Questa disputa esiste da oltre un secolo e parte da una mappa del 1907 con cui la Francia, che occupò come potenza coloniale la Cambogia fino al 1953, tracciò per la prima volta il confine fra i due paesi (la Thailandia sostiene che la mappa non sia vincolante oggi). Per quanto rilevante, questo è solo uno dei tanti motivi dell’inimicizia fra Cambogia e Thailandia, basata su differenze culturali e storiche molto profonde, riconducibili ai secoli in cui i due paesi erano governati da imperi rivali.