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Negli ultimi tre mesi i parlamentari del Kosovo si sono incontrati 51 volte, circa una volta ogni due giorni, per fare sempre la stessa cosa: cercare di eleggere il presidente dell’aula, indispensabile per nominare un governo. Finora tutte le votazioni sono state fallimentari. È una situazione che sta bloccando non solo i lavori del parlamento, ma anche la formazione del governo dopo le elezioni dello scorso febbraio, più di cinque mesi fa.

Il motivo del blocco è che in parlamento non c’è una chiara maggioranza. Il partito di sinistra e nazionalista Vetëvendosje! (Autodeterminazione!, in italiano) ha vinto le ultime elezioni ma ha ottenuto solo 48 seggi su 120 e non è riuscito a creare una coalizione con altre forze: i rapporti tra il leader di Vetëvendosje! e attuale primo ministro uscente del Kosovo, Albin Kurti, e i partiti dell’opposizione si sono infatti deteriorati molto nel corso del tempo.

La legge kosovara dà a Vetëvendosje!, il primo partito per seggi ottenuti, il diritto di proporre il candidato o la candidata alla posizione di presidente del parlamento. Per più di tre mesi Kurti ha cercato in vari modi di fare eleggere la propria candidata, l’ex ministra della Giustizia Albulena Haxhiu, senza successo.