La cura, se di cura si può parlare, ha funzionato. Lo scorso anno il governo ha provato a restringere tutte le strade per il pensionamento anticipato, ei risultati adesso si iniziano a vedere nei monitoraggi dell'Inps. Nei primi sei mesi di quest'anno, secondo i flussi di pensione, sono state liquidate 98.356 pensioni anticipate con un calo del 17,3 per cento rispetto alle 118.550 liquidate nello stesso periodo del 2024. Vale a dire oltre 20 mila domande in meno. Ma proiettata su tutto l'anno, invece, la riduzine sarebbe dell'11 per cento. L'impatto più rilevante è dovuto, certamente, alla chiusura di fatto del sistema delle “quote”, che negli ultimi anni aveva permesso a molti lavoratori pubblici e privati di uscire in anticipo dal mondo del lavoro. È vero che per tutto quest'anno resta ancora in piedi “quota 103”, il pensionamento con 62 anni di età e 41 di contributi. Ma chi sceglie questa via lo fa accettando, in ordine sparso, il ricalcolo contributivo dell'assegno (vale a dire un taglio tra il 20 e il 30 per cento), un tetto massimo all'importo della pensione (quattro volte la minima) fino al compimento dei 67 anni, e una finestra mobile che nel pubblico può arrivare fino a 9 mesi (il tempo cioè che bisogna aspettare dal momento del compimento dei requisiti per la pensione). Non c'è solo questo. Per i dipendenti pubblici è stato anche eliminato l'obbligo di collocamento in pensione a 65 anni per coloro che hanno maturato i requisiti per la pensione anticipata, vale a dire 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e un anno in meno per le donne. Persino nel sistema contributivo, quello che si applica ai lavoratori assunti dopo il 1996, un sistema nel quale l'assegno è commisurato solo ai contributi versati, sono stati introdotti nuovi palette alle uscite anticipate. I requisiti previsti in origine da questo sistema per poter lasciare in anticipo il lavoro, vale a dire aver compiuto 64 anni, versato almeno 20 anni di contributi e maturato una pensione pari a 2,8 volte quei minimi, sono stati inaspriti. Fermo restando i 64 anni di età, bisognerà aver versato contributi per almeno 25 anni (che diventeranno 30 nel 2030) e aver maturato un assegno pari ad almeno 3 volte quello minimo. L'unico ammorbidimento è stato introdotto grazie a un intervento del sottosegretario Claudio Durigon, che ha permesso di conteggiare nell'assegno anche gli importi della previdenza complementare.
Pensione anticipata, stretta su Quota 103 e penalizzazioni sugli altri scivoli. Il giro di vite funziona: -11 %
La cura, se di cura si può parlare, ha funzionato. Lo scorso anno il governo ha provato a restringere tutte le strade per il pensionamento anticipato, ei risultati adesso si iniziano a...








