Dopo tante serie e tante stagioni del franchise che nell’ultimo decennio abbiamo detestato (Discovery) o ci siamo fatti piacere a fatica (Picard), Star Trek: Strange New Worlds è il più grande regalo che gli eredi di Gene Roddenberry potevano farci. La terza stagione, dal 17 luglio su Paramount+ (e ne sono già state ordinate una quarta e una quinta, finale) è la quintessenza di Star Trek, quasi più classica della Classica degli anni '60. Adatta sia ai vecchi fan che a quelli nuovi, divertente e divertita, creativa e frizzante, incarna perfettamente (qualcuno direbbe anacronisticamente) i valori di papà Gene e della Federazione, senza lasciarsi costringere da regole e format. Riesce addirittura, nonostante mantenga felicemente ed efficacemente, l’impostazione e i toni e i da serie di network, a essere audace e fantasiosa.L to R Dan Jeannotte as Sam Kirk, Carol Kane as Pelia and Martin Quinn as Scotty in season 3 , Episode 5 of Strange New Worlds streaming on Paramount+. Photo Credit: Marni GrossmanParamount+Marni Grossman/Paramount+Mentre la fusione tra Paramount e SkyDance (lo studio che ha prodotto Fondazione e Terminator Zero) naviga in acque misteriose, i nuovi episodi di Star Trek: Strange New Worlds già mostrano un look più sfavillante (la serie continua a essere spettacolare, sia nella rappresentazione delle astronavi che dei pianeti) e storie più estrose dove gli episodi a sé stanti sono tenuti insieme dalle narrative personali dei personaggi attraverso il loro approfondimento psicologico e le loro relazioni. Ognuno dei cinque episodi (di dieci) messi a disposizione della stampa sono un gioiellino pop: c’è una puntata che si inserisce nel ciclo delle detective story ambientate sul ponte Ologrammi (diretto da Jonathan Frakes), c’è una romantic comedy e pure una storia horror con gli zombie (!), e prima di queste la seconda parte di Hegemony, incentrata sulla versione “Gorn” di Alien.L to R Ethan Peck as Spock and Paul Wesley as Kirk in season 3 , Episode 6 of Strange New Worlds streaming on Paramount+. Photo Credit: Marni GrossmanParamount+Marni Grossman/Paramount+La stagione riprende immediatamente dopo gli eventi del cliffhanger dell’annata precedente, ponendo le basi per le sottotrame individuali di alcuni personaggi che dall’incontro con i terribili lucertoloni guadagnano traumi psicologici e fisici di importante entità. In un’altra puntata, incentrata sulla relazione tra Spock e Chapel, Strange New Worlds riesuma la tradizione degli interventi “divini” di creature che si dilettano nel giocare con le infime vite degli umani, che non è poi così memorabile se non per la presenza del mitico attore neozelandese Rhys Darby di Our Flags Means Death (purtroppo nel cast torna con un cameo anche l’insopportabile Paul Wesley) nei panni di un wedding planner spaziale. Dei cinque, forse per colpa della nostalgia, la migliore ci è sembrata la puntata ambientata sul ponte Ologrammi: al posto dei misteri di Sherlock Holmes e Watson “interpretati” da Data e Geordi, troviamo La’an e Spock alle prese con un giallo alla Agatha Christie (ma in stile Hollywood degli anni d’oro), con Chapel nei panni della star à la Marilyn Monroe e Pike in un ruolo bizzarro ed asilarante che non riveleremo.Forte di un buon cast – Anson Mount è sempre più una sorpresa, specialmente per chi, come chi scrive, dopo Inhumans pensava fosse più portato per l’agricoltura –, annovera Ethan Peck (Spock) e Jess Bush (Chapel) che spiccano su un ensemble affollato ma affiatato. L’approfondimento dei personaggi è l’altra punto forte della stagione (per quanto alcune rivelazioni risultino davvero strane): la serietà e l’integrità del capitano Pike lasciano trasparire il tormento emotivo di un uomo disposto a tutto per salvare chi ama ma che non tradisce mai i suoi principi e quelli della Federazione; La’an (Christina Chong) è una scoperta con la sua passione per il tango e le sue insospettabili tendenze romantiche e Spock, curiosamente trasformato in un giovanotto innamorato in balia della gelosia, si presenta in una forma un po' dura da digerire ma tutto sommato divertente.Ethan Peck as Spock in Star Trek: Strange New Worlds, streaming on Paramount+, 2024. Photo Credit: Marni Grossman/Paramount+Marni GrossmanA voler cercare un difetto a questa prima metà di stagione (ma senza aver visto il resto, è solo una speculazione), questa terza annata risulta un po’ superficiale a livello tematico, più goliardicamente devota a divertirsi e divertire che a fare quello che la fantascienza fa meglio, ovvero raccontare le impervietà sociali, politiche ed economiche del nostro tempo. Forse è il risultato di una fase di cautela di Paramount in vista della fusione con Skydance (la quale, tuttavia, con la terza stagione di Fondazione ha dimostrato che non ce ne sarebbe bisogno) o forse scopriremo con il resto degli episodi che lo show prenderà una piega più profonda. In ogni caso, ci stiamo davvero godendo questa schietta dichiarazione d’amore all’universo di Star Trek.
Star Trek: Strange New Worlds 3 è spassosa, strana, emozionante e sempre fedele allo spirito originale del franchise
Abbiamo visto in anteprima cinque episodi e non vediamo l'ora di averne di più: le nuove puntate della serie fantascientifica sono lo svago estivo perfetto per chi ama la SF






