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23 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 17:41

L’Unione europea potrebbe presto provare a colpire, di nuovo, l’Ungheria di Viktor Orbán. Questa volta puntando sulle relazioni in campo energetico, dato che Budapest ha di recente stipulato un accordo per un nuovo oleodotto. Secondo il verbale della riunione del collegio dei commissari europei, tenutasi lo scorso 17 giugno a Strasburgo e che Adnkronos ha potuto visionare, l’idea di Bruxelles è quella di adottare non meglio precisate “misure” nei confronti di quegli Stati membri o candidati all’adesione che continuano a “rendere più profondi” i propri legami con la Russia in campo energetico.

Il riferimento, seppur non esplicito, sembra essere proprio al paese governato da ormai 15 anni da Fidesz. Anche perché di recente Budapest ha pure annunciato la costruzione di un nuovo oleodotto, insieme alla Serbia, Paese candidato all’adesione già nel 2025, destinato a importare petrolio dalla Russia, come annunciato pubblicamente dal ministro degli Esteri Peter Szijjarto. Durante la discussione tra i commissari che è seguita alla presentazione del piano del commissario all’Energia, Dan Jorgensen, per mettere fine alle importazioni di gas dalla Russia entro la fine del 2027, è emerso tra l’altro “l’invito a prendere in considerazione misure nei confronti degli Stati membri o dei Paesi candidati che continuassero ad approfondire i loro legami energetici con la Russia, poiché tali misure comprometterebbero la coerenza della risposta europea collettiva”.