Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

23 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 19:04

È bagarre al Consiglio superiore della magistratura. I consiglieri laici di centrodestra non hanno partecipato al dibattito e al voto sulla pratica a tutela di Raffaele Piccirillo, il magistrato attaccato da Carlo Nordio per aver rilasciato un’intervista sul caso Almasri. Senza i cinque eletti dal Parlamento, a Palazzo dei Marescialli è venuto a mancare il numero legale: la seduta del plenum è stata dunque riconvocata per domattina.

Venerdì scorso venti consiglieri avevano sottoscritto la richiesta di apertura pratica a tutela di Piccirillo, sostituto procuratore generale della Cassazione, che aveva criticato la gestione della vicenda Almasri da parte di Nordio, indagato per favoreggiamento e omissione d’atti d’ufficio. “L’altro giorno un magistrato in servizio si è permesso di indicare su un giornale tutti gli errori fatti dal ministro nel caso Almasri. Che un magistrato si permetta di censurare su un giornale le cose che ho fatto, in qualsiasi Paese al mondo avrebbero chiamato gli infermieri. Potrebbe essere oggetto di valutazione“, aveva detto Nordio durante un evento di Fratelli d’Italia. Poi, dopo la notizia della pratica a tutela di Piccirillo, il guardasigilli ha alzato il tiro: “Trovo ancora più scandaloso sia stato difeso da alcuni magistrati e peggio mi sento che il Csm abbia aperto una pratica a sua tutela”.