Adigiuno di tappe al Tour dal 2019, ora il ciclismo italiano a causa di Jonathan Milan rischia di fare indigestione.
Il velocista della Lidl Trek, maglia verde della 'Grande Boucle', oggi è stato più forte anche della pioggia e sul traguardo di Valenza ha conquistato una vittoria, la sua seconda in questo giro e la n.24 della carriera su strada, che potrebbe risultare molto preziosa per la voglia del gigante friulano di primeggiare nella classifica a punti.
Infatti Tadej Pogacar rimane una 'minaccia' anche in questo tipo di graduatoria e per tal motivo Milan oggi non poteva lasciarsi sfuggire l'occasione di vincere, per non compromettere le sue possibilità di verde finale. Soprattutto perché l'ultima tappa di domenica sugli Champs-Élysées a Parigi, tradizionalmente riservata ai velocisti, potrebbe sfuggirgli visto che nel percorso è stata inclusa la salita di Montmartre, da scalare tre volte nel finale, che fu così selettiva in occasione della prova in linea dell'Olimpiade vinta da Remco Evenepoel. Ma se a Parigi sarà maglia verde, Milan ha promesso che si tingerà la barba di questo stesso colore, motivo in più, nazionalismo a parte, per fare il tifo per lui. Lo sprinter della Lidl Trek ha preceduto il belga Meuus e il danese Lund Andersen, approfittando anche di una caduta all'ultimo chilometro che ha coinvolto una parte del gruppo, in cui sono rimasti coinvolti rivali insidiosi come Merlier e Girmay. Ma probabilmente, visto il suo colpo di reni, avrebbe vinto lo stesso, e il pedale azzurro può rallegrarsi anche del quinto posto di Davide Ballerini, oggi particolarmente attivo, e del sesto di Alberto Dainese.











