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La Cambogia chiede una riunione del Consiglio di Sicurezza. Pechino: "siamo profondamente preoccupati"
Il confine tra Thailandia e Cambogia è in fiamme. Nuovi violenti scontri lungo la frontiera contesa tra i due Paesi sono scoppiati poche ore fa portando ad una pericolosa escalation militare dopo settimane di crescenti tensioni. L'emittente pubblica di Bangkok ha reso noto che almeno nove persone sono state uccise dagli attacchi cambogiani. La Thailandia, a seguito degli scontri a fuoco, ha fatto sapere di aver lanciato attacchi aerei su obiettivi terrestri in Cambogia e ha chiuso i valichi di frontiera dopo aver chiesto alla popolazione di allonatanarsi dall'area. Evacuati 40mila civili provenienti da 86 villaggi.
Sia la Thailandia che la Cambogia si rimpallano la responsabilità di aver aperto il fuoco per primo. Stando ad alcune ricostruzioni, la vampata di violenza si è riaccesa in prossimità del tempio di Ta Moan Thom, lungo il confine orientale tra Cambogia e Thailandia, a 360 chilometri circa da Bangkok. Sutthirot Charoenthanasak, capo del distretto di Kabcheing, nella provincia nord-occidentale thailandese di Surin, ha dichiarato che la risposta thailandese è arrivata dopo un colpo d'artiglieria sferrato dai cambogiani.













