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Mara Rodella

Dopo ripetute minacce e intimidazioni alla proprietaria, il dirimpettaio ha sparato a Sansone nel gattile di Castrezzato. «Un gesto vile che mi ha spaventato»

A premere il grilletto, per chi indaga, è stata la mano di colui che, in fondo, quel cagnolone non l’ha mai tollerato di buon grado. E che nemmeno troppo velatamente pare avesse promesso alla padrona che sarebbe passato dalle parole (reciprocamente poco gentili) ai fatti. Ha sparato due domeniche fa, all’ora di pranzo, puntando dritto a Sansone, mentre se ne stava nel cortile del gattile di Castrezzato, dove passa gran parte delle sue giornate insieme ai volontari, prima di rientrare a casa, con la padrona Genni Torriani, titolare della struttura e presidente dell’associazione «Progetto con i baffi», nata nel 2016 (la prima sede a Urago d’Oglio).

L’hanno trovato loro, gli operatori, al secondo turno di pulizie: stranamente abbacchiato e poco scodinzolante, sdraiato a terra e sporco di sangue. «Si sarà graffiato» hanno ipotizzato. Salvo intuire poco dopo che la situazione fosse più seria: un proiettile — a salve — conficcato tra il collo e la spalla, nel muscolo. Per quel «gesto vile, che mi ha spaventata», dice Genni, all’esito delle indagini condotte dai carabinieri di Chiari, è stato denunciato il vicino: un uomo sulla settantina che abita a poche decine di metri dal gattile. Sul posto sono stati recuperati quattro bossoli: evidenti i fori anche contro la ringhiera, l’insegna — «un chiaro messaggio contro di noi» — e il furgone della responsabile.