I SEGNI DISTINTIVI DEL MIO STILE Porto spesso un cappellino nero: ne ho tanti, quasi tutti vintage, di cotone o lana a seconda della stagione. E poi, gli occhiali. I miei preferiti, con la sottile montatura metallica, sono del brand giapponese Eyevan (eyevan.com, modello Merced in titanio, 416 euro, su goodseeco.com).
LA MIA ICONA DI STILE Non ne ho mai avuta una, perché sin da giovane mi piaceva decidere liberamente cosa indossare, senza farmi influenzare dal gusto di altri. Credo che abbia a che fare con il desiderio di operare sempre scelte individuali.
CHE COSA MI ISPIRA La danza contemporanea. Sono un fan di Pina Bausch e lo scorso settembre al Tokyo International Forum ho visto il suo The Rite of Spring con ballerini provenienti da 14 Paesi africani. Ciò che mi affascina della danza contemporanea è il modo in cui il corpo diventa strumento di espressione: anch’io, come designer di Issey Miyake, lavoro con il corpo (in scena al Tanztheater Wuppertal di Vienna lo spettacolo di Pina Bausch Café Müller, 10-13/7, pinabausch.org; t-i-forum.co.jp).
L’OGGETTO DAL QUALE NON MI SEPAREREI MAI Una decina di anni fa ho comprato un dipinto dell’artista giapponese Masakatsu Tagami, la prima opera importante che ho acquistato nella mia vita. Amo molto il lavoro primitivo e astratto di Tagami. Il quadro è ancora appeso in soggiorno, lo vedo tutti i giorni: è parte della mia vita (opere da 55 x 40 a 89 x 65 centimetri, da 1.120 a 3.410 euro, su singulart.com).






