l fattore Cina. Nel bene, o nel male, l’ex Regno di Mezzo continua a tenere banco rispetto al mondo dei semiconduttori. In particolare, riguardo alla regina del settore: Nvidia Corp +1,45%

. La società, co-fondata e guidata dall’attuale ceo Jensen Huang, ha di recente comunicato l’assicurazione – da parte del Governo statunitense – di potere nuovamente esportare verso Pechino i prodotti chiamati Hopper 20 (H20). Si tratta di una notizia piuttosto rilevante – nella seduta in scia alla notizia il titolo ha guadagnato il 4,04% – la quale, tuttavia, per essere compresa appieno richiede di addentrarsi all’interno delle diverse tecnologie del colosso californiano. Un gruppo, va rimarcato, che è la prima azienda al mondo ad avere superato la capitalizzazione di 4mila miliardi di dollari.

La tecnologia

Ebbene: l’H20 è un chip per l’Intelligenza artificiale (Ia) il quale rappresenta la versione semplificata – e limitata – dei microprocessori più potenti nella famiglia Hopper. Nvidia l’ha progettato quando, nell’ottobre del 2023, l’allora presidente Usa Joe Biden mise il divieto all’export verso Pechino delle soluzioni H800. Per l’appunto, le più performanti. Sennonché, la nuova amministrazione guidata da Donald Trump – nell’ormai noto gioco del tira e molla sui dazi – ha incluso anche l’H20 nel calderone dei divieti. Una decisione la quale – escludendo di fatto la società americana dal comparto dei data center in Cina – ha implicato un bel impatto sui conti dell’azienda stessa. Huang ha detto che nel primo trimestre 2025-2026 le minori vendite sarebbero state di 2,5 miliardi di dollari. Considerando, invece, anche il secondo quarter la riduzione avrebbe potuto salire poco oltre 10 miliardi di dollari. Insomma: non proprio bruscolini.