MILANO. Nvidia continua la sua corsa inarrestabile, superando ancora una volta le aspettative di Wall Street. I risultati del primo trimestre fiscale (febbraio-aprile) parlano chiaro: ricavi a 44,1 miliardi di dollari, in crescita del 69% rispetto all’anno precedente, e utili per 18,8 miliardi. Un traguardo straordinario, reso ancora più impressionante considerando i 4,5 miliardi di perdite legate alle restrizioni Usa sull’export verso la Cina.
Il motore di questa performance è sempre lo stesso: l’intelligenza artificiale. I chip di Nvidia, indispensabili per alimentare le nuove architetture AI, sono diventati il cuore tecnologico delle strategie di colossi come Microsoft, Google e Meta. Secondo l’analista Dan Ives (Wedbush), i big tech spenderanno quest’anno circa 325 miliardi di dollari sull’AI, una fetta enorme della quale finirà nelle casse di Nvidia. «C’è un solo chip che alimenta la rivoluzione dell’intelligenza artificiale, ed è quello Nvidia», ha scritto.
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Il Ceo Jensen Huang ha però lanciato un allarme: le restrizioni all’export verso la Cina – mercato da 50 miliardi – stanno spingendo Pechino a sviluppare chip autonomi. «L’assunto che la Cina non potesse produrre chip AI era sbagliato, ora è chiaramente superato», ha dichiarato, avvertendo che la politica statunitense potrebbe avere effetti boomerang.








