«Si affronta la montagna senza conoscere le regole e capire a quali difficoltà si può andare incontro. In montagna ci si può perdere, e anche morire». Sono state purtroppo profetiche le parole di Reinhold Messner, affidate al Corriere appena una settimana fa, nel caso del 15enne francese Liam Rezac morto martedì sera scivolando su un sentiero d’alta quota in Valle d’Aosta. Dal 21 giugno sui monti si sono registrati 65 morti e quattro dispersi. Con il caldo africano in pianura, le valli sono prese d’assalto da chi cerca un po’ di refrigerio, con le conseguenti code in funivia, sentieri intasati e persone impreparate.
Sentieri, il nodo della manutenzione sui 180 mila chilometri. Le mappature dei volontari
Il Cai: «Il Trentino-Alto Adige è un modello per tutti»
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