Gli inverni, qui, non erano mai stati così caldi. Perché l’arcipelago della Svalbard, a metà strada tra la Norvegia continentale e il Polo Nord, si riscalda a un ritmo fino a 7 volte superiore alla media globale. Con temperature che aumentano di quasi il doppio rispetto alla media annuale.

Isole Svalbard, un inverno sempre più caldo e piovoso

Queste bellissime isole rischiano dunque di essere la cartina di tornasole della crisi climatica in atto, mostrando quanto rapidamente stia cambiando, in modo decisamente allarmante, il clima artico. Il quadro arriva dalle osservazioni dirette di un team di scienziati, con consistente componente italiana, impegnato nel lavoro sul campo, confluite in un articolo sull’ultimo numero di Nature Communications: lo scorso febbraio l’intera regione ha dovuto affrontare temperature dell'aria eccezionalmente elevate, accompagnate da precipitazioni, che hanno portato a un diffuso scioglimento delle nevi e all'accumulo di acqua di fusione.

“Un fenomeno – sottolinea lo studio – che evidenzia i gravi impatti dei cambiamenti climatici sui paesaggi e sugli ecosistemi artici”. Di questo passo la neve, a lungo elemento dominante nei paesaggi delle Svalbard, che sono le terre abitate più a nord del pianeta Terra, potrebbe presto scomparire: le proiezioni suggeriscono uno scenario in cui la pioggia diventi la forma di precipitazione dominante nell'Artico entro la fine del secolo. “E per la verità già abbiamo trovato più fango che neve, nella nostra missione”, rileva Donato Giovannelli, geomicrobiologo presso l'Università di Napoli Federico II in Italia, autore senior dell’articolo.