Estate è sinonimo di mare, di giornate sulla spiaggia o in barca. Spesso accompagnate da un pranzo veloce, consumato sotto l’ombrellone, oppure seduti sulla plancetta di poppa con i piedi nell’acqua. E se il menù prevede panini o friselle, potrebbe sorgere la tentazione di bagnarli nell’acqua di mare per ammorbidirli, e “condirli”. Una tentazione che molti influencer istigano sui social, sottolineando come il mare della propria regione o città sia così pulito da poterlo “inserire nella propria alimentazione”.

Si può bagnare il pane e condire il cibo con l’acqua di mare?

«L'acqua di mare non può essere utilizzata per bagnare il pane e condire il cibo – spiega il professor Giovanni Di Perri, primario di Malattie Infettive presso l’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino –. In primo luogo, perché dovremmo chiederci dove sia stata prelevata. Se un paesino passa dagli 800 abitanti del periodo invernale ai 25.000 del periodo estivo, è evidente che il sistema storico di fognature a filtrazione terrena, che convoglia l’acqua al mare, risulta sovraccarico. Se raccogliamo l’acqua nelle vicinanze degli sbocchi di questi scarichi, è possibile che contenga batteri coliformi, presenti in concentrazioni elevate nelle feci umane. Dire che più la preleviamo in prossimità della terraferma, maggiori rischi ci sono».