Il dato più significativo è la decisione di non votare presa dalla delegazione di Fratelli d'Italia. La mozione di sfiducia è stata appunto presentata da un membro di Ecr e sottoscritta da un terzo dei membri del gruppo Ecr, da cui FdI e altre forze minori del gruppo prende le distanze. "Si tratta di un'iniziativa poco più che simbolica, poiché non ha mai avuto reali possibilità di successo", scrivono i conservatori guidati da FdI. Quanto basta per far affermare alla Segretaria del Pd, Elly Schlein, che "il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto è stato sfiduciato dalla maggioranza che lo ha indicato. Ha il governo italiano contro, con la maggioranza che si è spaccata, da una parte FdI che non ha votato e dall'altra la Lega che ha votato a favore della mozione di sfiducia che ha visto protagonista il gruppo ECR, mentre Forza Italia votava contro". Ad onor del vero la Lega aveva votato contro anche nel voto di fiducia della Commissione del 27 novembre, dove la Commissione von der Leyen ricevette 370 voti a favore, 282 contrari e 36 astensioni. Nel voto di luglio, invece, di conferma della nomina di von der Leyen fatta dai Capi di Stato e di governo, dove i voti a favore erano stati 401 (284 i contrari, 15 gli astenuti), 41 in più del quorum necessario, Fratelli d'Italia aveva votato contro. Oggi di fatto, se si considerano i voti di chi ha respinto la mozione, 360, siamo sotto i 370 ottenuti nel voto di fiducia ed esattamente alla soglia della maggioranza assoluta dell'Assemblea. Ma si trattava di un altro contesto e molti sono stati gli assenti, esattamente 166.