Massimo Giannini

I cassetti disordinati della memoria

di Massimo Giannini

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Finalmente una buona notizia. Dicono gli psichiatri dell’Università dell’Ohio che il nostro indice medio di permanenza su un testo scritto, una notizia su un giornale o qualsiasi informazione sul Web, ammonta a 8 secondi. Qualche mese fa mi pareva di aver letto che questo perfido termometro dello sfacelo della nostra psiche segnasse un valore diverso, cioè 7 secondi. Se invece sono 8, me ne compiaccio. Anche un secondo in più della nostra concentrazione è prezioso, in un tempo in cui nell’attimo bruciamo tutto, sinapsi comprese. Nel 2000, anno dell’avvento di Internet, la “resistenza” ammontava a ben a 12 secondi (!). In venticinque anni i nostri inquieti neuroni si sono persi nei meandri della scatola cranica altri 4 secondi. Sembra niente, e invece nella frenetica (in)civiltà digitale è tantissimo. Provate a contarli, 8 secondi. Grosso modo, è il tempo che ci vuole ad aprire il frigo e bere un bicchiere d’acqua, farsi un caffè con la Nespresso, accendere una sigaretta (e già qui io sono out perché fumo la pipa, e tra scegliere il modello, caricare il tabacco, sfregare il fiammifero e pigiare il primo strato che brucia, a me di secondi ne servono il doppio).