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Corriere Animali

Era già stato attaccato da mosche e insetti, il suo corpo era pieno di piaghe. Chi lo ha lasciato sapeva che sarebbe morto. Ma è stato salvato dall'Enpa a Gioia Tauro è ora in cura in Emilia Romagna. «Lui si salverà, ma quanti non ce la fanno?»

Lo hanno legato all'impalcatura di una cisterna dell'acqua in un campo aperto e lo hanno lasciato lì, sotto il sole cocente, aggredito da decine di mosche e insetti. La sua pelle era martoriata e ulcerata, colpita dalla rogna. Se è sopravvissuto è solo per un miracolo, perché qualcuno lo ha notato e ha dato l'allarme. Milo, così è stato ribattezzato, è un cane di tipo pitbull che nei giorni scorsi è stato salvato in un terreno in mezzo al nulla nei pressi di Gioia Tauro. Ora è affidato alle cure di operatori e volontari dell'Enpa. E di cure ne ha bisogno parecchie, anche perché una prima visita ha evidenziato una leishmaniosi molto aggressiva.

«È un dolce cuore di pit che ancora si fida dell'uomo e che ancora ama - spiegano le volontarie della sezione di Reggio Calabria -. Possiamo curare le sue ferite e farlo guarire dalla malattia. La sua bontà merita il nostro sostegno». Per lui è stata avviata una raccolta fondi anche attraverso la Rete del dono, perché ha bisogno di analisi del sangue, controlli, terapie con farmaci e integratori per reni e fegato. Non è più in Calabria ma in un rifugio in Emilia Romagna. «E nel centro Italia le cliniche sono costose anche con gli sconti» fanno notare le volontarie.