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La mozione di sfiducia contro la Commissione Europea e la sua presidente, Ursula von der Leyen, è stata presentata per via di uno scandalo che la coinvolge direttamente: il cosiddetto “Pfizergate”, che riguarda la presunta mancanza di trasparenza nelle modalità con cui nel 2021 l’Unione Europea ottenne circa 1,8 miliardi di dosi di vaccino contro il Covid-19 dall’azienda farmaceutica Pfizer-BioNTech.

Oggi la mozione è stata votata dal Parlamento Europeo, che l’ha respinta come era previsto. Da mesi però il Pfizergate viene strumentalizzato dagli eurodeputati di destra ed estrema destra che vogliono criticare la Commissione: lunedì, durante un dibattito in Parlamento, von der Leyen ha parlato del caso e ha difeso il suo operato usando toni molto duri, una cosa inusuale per il suo stile politico.

Nei primi mesi del 2021, nel pieno della campagna vaccinale contro il Covid-19, l’azienda farmaceutica AstraZeneca era molto in ritardo con la consegna delle dosi di vaccini previste dal contratto che aveva firmato con l’Unione Europea: così in ritardo che ad aprile la Commissione Europea le aveva fatto causa e a maggio non aveva rinnovato il contratto. Contemporaneamente la Commissione aveva annunciato di essersi accordata per acquistare 1,8 miliardi di dosi di vaccino da Pfizer-BioNTech. Il contratto era valido fino al 2023 e prevedeva l’acquisto immediato di 900 milioni di dosi, più la possibilità di acquistarne altri 900 milioni in seguito.