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Alessandro Sala

Confiscati in via definitiva ad un uomo che li deteneva in condizioni incompatibili 15 cani e un'ottantina tra pecore e capre. Il processo dopo un intervento delle guardie zoofile dell'Oipa

È la prima sentenza che fa riferimento alla Legge Brambilla sul maltrattamento e l'uccisione di animali ed è stata emessa dal tribunale di Trieste. Un uomo, accusato di maltrattamento e detenzione incompatibile di 83 tra cani e animali da reddito come capre e pecore, è stato condannato al pagamento di 7 mila euro di multa. Questo in base alle vecchie norme, perché nel codice penale non c'è effetto retroattivo. Ma la condanna è stata accompagnata dalla confisca di tutti gli ovicaprini, che sono stati affidati alla locale sezione dell'Oipa e dall'affido definitivo dei cani, proprio ai sensi del nuovo articolo 260 bis del codice di procedura penale, sempre all'Oipa e agli attuali custodi.

Il 260 bis è un articolo di nuova introduzione e prevede che il giudice possa affidare in via definitiva gli animali vivi oggetto di sequestro o confisca ad associazione riconosciute dal ministero della Salute previo versamento di una cauzione per ciascun animale affidato. In molti casi, prima, il sequestro era solo formale e spesso gli animali erano lasciati in custodia alla stessa persona accusata dei maltrattamenti. In questo caso gli animali sono stati messi al sicuro anche se la vicenda processuale dovesse proseguire con eventuali altri gradi di giudizio.