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Alessandro Sala
A Chieti uno dei primi casi di applicazione delle nuove norme previste dalla Legge Brambilla. Gli animali legati soffrono, agenti di polizia locale e guardie zoofile possono intervenire e sanzionare i responsabili
La polizia locale di Chieti ha comminato una multa da mille euro ad una persona che deteneva il cane legato ad una catena. Si tratta di una delle prime applicazioni della Legge Brambilla sui maltrattamenti sugli animali che riguarda questa fattispecie di illecito. Perché di illecito si tratta, anche se il cane legato all'esterno e con ridotte possibilità di movimento è spesso stato considerato la normalità, soprattutto in contesti rurali. Ma non solo. Anche nei cartoni animati di Tom e Jerry con cui molti di noi sono cresciuti, per dire, il povero cane Spike finiva legato alla sua cuccia dopo l'entrata in vigore di un regolamento comunale che obbligava i proprietari a immobilizzare i loro quattrozampe. Ma quel cartone animato - «Fit to be tied» - era del 1952. Altra epoca, altra cultura collettiva (e comunque anche in quel corto alla fine l'ordinanza veniva poi ritirata). Oggi imbrigliare un cane se non per motivazioni urgenti e temporanee - per esempio la necessità di sottoporlo a delle cure veterinarie - è a tutti gli effetti maltrattamento.






