Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

10 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 14:38

Un’indagine di Fanpage.it ha rivelato una campagna pubblicitaria sponsorizzata dal governo israeliano su Google, per dare visibilità alle accuse contro Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. L’azione si inserisce in un contesto di crescenti tensioni, con gli Stati Uniti che hanno annunciato sanzioni contro la giurista italiana, e ne chiedono la rimozione dall’incarico, dopo il suo dettagliato rapporto sulle aziende, molte statunitensi, coinvolte in quello che la relatrice ha definito il “business del genocidio”.

Albanese, giurista e docente italiana, ricopre dal 2022 il ruolo di relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, un mandato che le è stato rinnovato per altri tre anni lo scorso aprile. La sua posizione le attribuisce il compito di monitorare e riportare sulla situazione dei diritti umani nella regione. L’inchiesta di Fanpage.it ha ricostruito la campagna attraverso l’analisi delle sponsorizzazioni su Google Ads, evidenziando come il governo israeliano stia utilizzando strumenti propri della comunicazione commerciale per spingere la propria narrazione del conflitto a Gaza. Un precedente del 2024 riguardava l’agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione (UNRWA), che allora il governo israeliano accusava di infiltrazione di Hamas. In questi giorni, invece, ricercando il nome di Francesca Albanese sul motore di ricerca, il primo risultato che compariva, ancora ieri, non era più la sua pagina Wikipedia, ma una pagina sponsorizzata dal dominio govextra.gov.il, un sottodominio del governo israeliano. Il contenuto online, che sarebbe stato sponsorizzato per la prima volta il cinque luglio e aggiornato l’otto luglio con l’annuncio delle sanzioni da parte degli Stati Uniti, accusa la relatrice di gravi violazioni.