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Ultimo aggiornamento: 8:07 del 9 Luglio

di Domenico Tambasco *

Con la sentenza n. 4811 del 16 giugno 2025, il Tribunale del lavoro di Napoli compie un significativo passo in avanti nel riconoscimento del danno da usura psico-fisica, estendendone la tutela anche a rapporti di lavoro di breve durata. Si tratta di una decisione che si inserisce in un quadro giurisprudenziale sempre più attento alla dimensione organizzativa del lavoro (art. 2086 c.c.) come fonte autonoma di rischio per la salute psicofisica del lavoratore.

Il caso riguardava una guardia giurata assunta a tempo determinato e impiegata per soli sette mesi in condizioni di oggettivo iper-lavoro: turni giornalieri fino a 13-14 ore, assenza sistematica del riposo settimanale, preavvisi minimi (o assenti) sull’organizzazione dei turni, comunicazioni informali via messaggistica istantanea. Un contesto che il Tribunale ha definito “stressogeno” e che ha riconosciuto lesivo dei diritti fondamentali alla salute e al riposo, tutelati non solo dalla Costituzione, ma anche dall’art. 2087 c.c., norma chiave in materia di sicurezza e tutela dell’integrità psicofisica del lavoratore.